Sport... palestra di vita e di... Poesia

Pavia, 20 ottobre 2014

Lo scorso 20 ottobre, nelle prestigiose sale del Broletto di Pavia, si è svolta la premiazione dei vincitori del Primo Concorso Provinciale di Poesia sullo Sport "Sport … palestra di Vita e di … Poesia", promosso dal Circolo La Barcèla insieme all'Unione Nazionale Veterani dello Sport - Sezione “Gino Grevi” di Pavia, con il patrocinio di: Provincia di Pavia,  Comune di Pavia,  CONI di Pavia,  Panathlon club Pavia,  C.U.S. Pavia, A.N.S.Me.S. di Pavia, la Provincia Pavese, Il Ticino, Il Punto.

Questi i nomi dei primi tre classificati:
1. GHEZZO GIULIO DARIO ("Maratona a Venezia")
2. BOGANI ALESSANDRO ("La rampa")
3. FARAVELLI AGOSTINO ("Sport jer e inco")

Primo Classificato: Giulio Dario GHEZZO Secondo classificato: Alessandro BOGANO
Terzo classificato: Agostino FARAVELLI

1° Premio

Maratona a Venezia

Passi che trafiggono, mordono le pietre,

un scivolare piano ad inseguire invisibili

tracce sul selciato, a perdersi nel sorriso

dell’onda che corre verso riva

in un turbinìo di emozioni che scorrono

lungo i polsi e bruciano mani e cuori.

Un brivido inquietante attraversando

il vento, un urlo alla vittoria, una carezza

a chi pur sempre al traguardo arriva

(Giulio Dario Ghezzo)


Qui di seguito riportiamo le motivazioni indicate dalla Giuria per i primi tre classificati:

Primo premio

“Maratona a Venezia”

La lirica presenta un susseguirsi di immagini che si fanno pennellate di un anima attenta, profonda, capace di cogliere e camminare i passi di uno sport, i passi di una vita. Le sensazioni del poeta si presentano in maniera solo all’apparenza rapsodica, perché ben orchestrate in una analogia piana che porta il lettore in una dimensione metatemporale e, per questo, eterna come i sentimenti e la speranza. Nello sport come nella quotidianità, il traguardo aspetta tutti. Sia chi lo raggiunge per primo, sia chi “pur sempre al traguardo arriva”.

Secondo premio

“La rampa”

Il dialetto di questi versi è vivo e concreto, perfettamente in grado di registrare e di offrire tutte le sensazioni di un sentire umano che cavalca una salita, con la bicicletta come con la vita.Il dialetto diventa voce efficace e calibrata di un uomo che vuole arrivare, che sa di poter arrivare.  Perché a volte basta poco, “domà un sors” di acqua e si ricomincia ad andare in alto, puntando verso quella libertà che diviene vero traguardo.

Terzo premio

“Sport jer e incö”

A volte l’infanzia si risveglia e torna a noi quando meno ce lo aspettiamo. Il dialetto di questa lirica infatti è quello di un uomo che non dimentica di essere stato bambino. Il punto cardine della poetica di Giovanni Pascoli era un “fanciullino” capace di stupirsi davanti alle cose della vita. E questi versi lasciano trapelare, in modo naturale, semplice e accorato, lo stupore bellissimo di un uomo davanti a piccoli, grandi momenti della sua fanciullezza. Con l’augurio che anche le generazioni a venire possano attraversare, vivere e gustare il piacere di uno sport leale e genuino,senza troppe complicazioni, fatto per sorridere, per stare bene, per essere sempre presente come una cosa buona.